Torna al cinema il film in cui Kore-eda definisce i temi che attraverseranno tutta la sua opera: il rapporto tra memoria e identità e la fragilità dei legami umani. Fino al 1° luglio al cinema. La recensione
Emanuele Sacchi
Una riflessione sul ruolo della memoria e sulla potenza dell'immaginazione.
C'è un luogo di passaggio tra la vita e l'eternità, simile a un anonimo edificio amministrativo del Giappone del dopoguerra. Qui, le anime appena defunte vengono accolte da un gruppo di impiegati, anch'essi morti, con un compito molto particolare: scegliere un solo ricordo da portare con sé per sempre. Una settimana di tempo per decidere quale istante della propria esistenza meriti di diventare eterno. Una volta individuato, quel momento viene ricostruito come un set cinematografico e filmato. Sarà proprio quell'immagine a costituire il paradiso individuale di ciascuno. La recensione
Torna al cinema il film in cui Kore-eda definisce i temi che attraverseranno tutta la sua opera: il rapporto tra memoria e identità e la fragilità dei legami umani. Fino al 1° luglio al cinema. La recensione
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