Un film che diventa simbolo di ogni lotta per i diritti civili e contro la tortura. Al cinema fino al 4 febbraio. La recensione
Raffaella Giancristofaro
Un contributo alla ricostruzione della verità dei fatti legati alla drammatica vicenda del giovane ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016.
"Giulio Regeni stava facendo un legittimo, chiaro, sacrosanto lavoro di ricerca. Punto. Può succedere che in un regime autocratico, dopo un colpo di Stato, anche la ricerca costituisca una minaccia". Lo ha affermato, un po' teatralmente, testimoniando di recente in tribunale, Marco Minniti, Ministro degli Interni all'epoca del sequestro e omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni, nato nel 1988 a Fiumicello Villa Vicentina (Udine) e ritrovato cadavere il 3 febbraio del 2016 alla periferia del Cairo. Quella dell'ex ministro è l'unica punta di pathos di Giulio Regeni - Tutto il male del mondo, che evita accuratamente di cavalcare l'indignazione dello spettatore ma mette in fila i fatti, senza commenti che non appartengano ai genitori di Regeni e le testimonianze di politici e funzionari italiani dei servizi segreti chiamati a deporre nel processo in Corte d'Assise presso il Tribunale di Roma, iniziato nella primavera del 2024. La recensione
Nel film di Josh Safdie, Timothée Chalamet porta alla ribalta una storia di fuga continua. Scappando come una pallina da ping pong. Al cinema. Vai all'articolo »
Una lunga notte di colpi di scena e situazioni paradossali. Dove però le caratterizzazioni risultano sbiadite. Dal 5 febbraio al cinema. Vai all'articolo »
Il film scelto per questa settimana è un grande esempio di solidarietà femminile. Da non perdere online dalle 20 a mezzanotte. Prenota gratis I Vai all'articolo »