Ispirato all’Affaire Bettencourt, un ritratto feroce di potere, solitudine e manipolazione, dove il desiderio di sentirsi vivi ha un prezzo altissimo. Dal 16 aprile al cinema. Vai all'articolo
Claudia Catalli
Marianne, miliardaria prigioniera del suo impero, si innamora di un artista opportunista. Ma l'amore pagato ha un prezzo, e la figlia non resta a guardare.
Una storia inquieta di seduzione e manipolazione. Non poteva che scegliere Isabelle HuppertThierry Klifa per il suo La donna più ricca del mondo, liberamente ispirato all’ “affaire Bettencourt” e presentato in anteprima al Festival di Cannes, Fuori concorso. Questa volta la diva francese interpreta una donna a capo di un impero di cosmetici, abituata ad avere il controllo eppure ben contenta di perderlo, sedotta dal fotografo esuberante e sui generis Pierre-Alain Fantin (l’ottimo Laurent Lafitte). Lei desidera sentirsi di nuovo viva, lontana dalla sua gabbia dorata fatta di doveri e formalismi, lui si diverte a sparigliare le carte e la adula fino al punto da intrecciare con lei un legame sempre più morboso di assoluta codipendenza. Affettiva-emotiva nel caso di lei, beceramente economica nel caso di lui. Vai all'articolo
Ispirato all’Affaire Bettencourt, un ritratto feroce di potere, solitudine e manipolazione, dove il desiderio di sentirsi vivi ha un prezzo altissimo. Dal 16 aprile al cinema. Vai all'articolo
Fatima, 17 anni, cresce tra tradizioni musulmane e sogni personali. A Parigi studia filosofia e cerca un equilibrio tra fede, amore e identità. Da giovedì 23 aprile al cinema. Guarda il trailer »