Il documentario di Amy Berg si avvicina all'uomo dietro la leggenda, con una voce vertiginosa che risuona nel vuoto della sua assenza. Al cinema fino a domani. La recensione
Emanuele Sacchi
Amy Berg dirige un documentario sulla vita del cantautore americano Jeff Buckley, con materiali inediti e testimonianze intime.
La parabola di Jeff Buckley è materia da romanzo. Una storia di predestinazione, a tratti quasi di reincarnazione, come se una traiettoria artistica e umana fosse stata tracciata prima ancora di compiersi. Più Jeff cercava di prendere le distanze da un padre geniale ma assente e autodistruttivo, più finiva per somigliargli, come prigioniero di un sortilegio familiare. Gentile e disponibile dove il padre era scostante, innamorato di un rock aperto e contaminato - un improbabile quanto elettrizzante incontro tra Nina Simone e i Led Zeppelin - anziché del folk visionario e quasi mistico che aveva reso celebre Tim Buckley, Jeff sembrava voler scrivere una storia completamente diversa. Eppure, il destino avrebbe finito per accomunarli nella stessa aura tragica, segnata da una fine prematura. La recensione
Il documentario di Amy Berg si avvicina all'uomo dietro la leggenda, con una voce vertiginosa che risuona nel vuoto della sua assenza. Al cinema fino a domani. La recensione
Un poetico racconto d’infanzia tra due bambini nell’isola di Linosa. Storia d’estate che riflette sul tempo e la memoria, sui ricordi e la possibilità di conservarli. Dal 9 aprile al cinema. Guarda il trailer »
Un intenso racconto di formazione ambientato nella periferia di Bari, dove il senso di appartenenza accompagna il destino e le scelte dei protagonisti. Da giovedì 26 marzo al cinema. Guarda il trailer »
Secondo lungometraggio del colombiano Simon Mesa Soto, Premio della giuria (Un certain regard) al Festival di Cannes. Dal 26 marzo al cinema. Vai all'articolo »
IED CINEMA il prossimo mercoledì 18 marzo alle 18,30 ospiterà Alberto Barbera, il più longevo direttore della Mostra del Cinema di Venezia. Vai all'articolo »